6 novembre 2009 - 10:22 di Peppe
Era da un paio di giorni che volevo scrivere questo post, e me ne ero anche lamentato. Datosi che in blogosfera si ripetono spesso le stesse cose, vi segnalo un po’ di opinioni condivisibili: Sui crocifissi condivido l’opinione di un prete, Il crocefisso e i ruffiani, Crocifissi e stoccafissi.
Il mio contributo è questa storiella qui:
Giufà e il chiodo:
Giufà era sempre al verde e, disperato, decise di vendere la sua casa.
Trovato l’acquirente, pose solo una condizione per la vendita: – La casa diverrà tua, ma questo chiodo piantato nel muro deve restare per sempre mio – disse.
Il compratore accettò la condizione senza riserve e l’affare fu fatto.
Dopo qualche settimana, Giufà bussò alla porta del nuovo proprietario ed entrò in casa, si diresse verso il chiodo e vi appese un sacco.
Dopo qualche giorno ritornò, si riprese il sacco e appese al chiodo un vecchio abito.
Col tempo le visite di Giufà cominciarono a farsi giornaliere e, spesso, anche per più volte al giorno e sempre prendeva ciò che era appeso e metteva una nuova cosa.
Le visite continuarono ininterrotte in qualsiasi ora del giorno
Un giorno Giufà spuntò con lo sterco di un asino e, sotto gli occhi sbalorditi degli inquilini, appese al chiodo quell’ammasso puzzolente.
Il proprietario, spazientito, urlò: – Non ti lascio ammorbare la mia casa, porta via questo schifo!
Giufà, con la sua solita calma, disse: – Vedi, io ti ho venduto la casa, ma il chiodo resta mio. Ho tutto il diritto di appendervi quello che voglio e se tu non sopporti non so cosa farci! Puoi scegliere di andartene, ma non chiedermi nemmeno un soldo indietro..
Il proprietario non riuscì a sopportare le incursioni di Giufà e se ne andò via lasciando la casa a Giufà.
Giufà si prese la casa e non restituì nemmeno un soldo. [tradizione popolare]
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Tags: chiesa cattolica, corte europea, crocifisso, diritti umani, laicità
7 ottobre 2009 - 15:26 di Peppe

UPDATE: Magari questo c’entra qualcosa.
Questo diceva la Repubblica ieri (e probabilmente anche altri, ma l’esempio è bastevole). Ora, giusto come scrive Paolo Attivissimo, sarebbe una cosa molto malvagia fare scrivere di un qualsiasi argomento solo a qualcuno che lo conosce?
Tralasciamo, tanto ormai dovremmo arrenderci (MAI!) sul fatto che si usi il termine hacker invece del più appropriato cracker, ma dire “Gmail è stata attaccata” quando ad essere stati colpiti sono dei POLLI che hanno inserito le loro credenziali in form su siti diversi da google, mi pare quantomeno un’imprecisione, una grossa esagerazione: ridicolo far passare una serie di disattenzioni degli utenti, non sappiamo quanto estesa nel tempo, per una vulnerabilità del servizio.
Infatti, se ho letto bene il post di Mashable, si tratta semplicemente di phishing, ossia nulla che abbia a che fare con la sicurezza del servizio, solo con la stupidaggine degli utenti:
In ambito informatico il phishing (”spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc. Continua »
In giro c’era anche chi dava ragione al terrorismo giornalistico fatto dai media a riguardo, questo atteggiamento è da vedere come quello di un genitore che dice una bugia a fin di bene, ma abbiamo visto che anche questo non è positivo (curioso il fatto che La Repubblica dica entrambe le cose, no?
)
aggiungo: qui ne parla la bbc.
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Tags: cracker, giornalismo, gmail, hacker, la repubblica, phishing
3 ottobre 2009 - 16:07 di Peppe
E intendi la mia affermazione nel senso negativo, o almeno come monito.
Tutto quello che scrivi potrebbe essere visto dalle persone più disparate, da tua madre (cache)(source), al tuo prossimo datore di lavoro, a, potenzialmente tua nonna.

Quindi, signori, attenzione a quello che scrivete o pubblicate sulla vostra bacheca, nessuno pensa di spiarvi, perché tutti sanno benissimo che voi sapete (perché lo sapete, e se non è così suicidatevi cancellando il vostro profilo) che tutto quello che pubblicate è visibile ai vostri contatti o a tutti (dipende dalle impostazioni di privacy, e voi non avete nulla da nascondere, vero?).
Allora perché pubblicare centinaia di link al giorno dicendo «guarda che sono depresso», «quella/o li non mi considera e voglio far credere di essere in un lago di lacrime», et similia? Io non lo so, ma voglio sperare che non se ne rendano conto. Peggio per loro. muahahahah.
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Tags: facebook
3 ottobre 2009 - 15:40 di Peppe
C’è una cosa di cui mi sono reso conto solo adesso: il mio blog è isolato dal resto della blogosfera.
Non è che non lo sapessi, ma fino ad ora non avevo trovato un modo/dei contenuti interessanti dei quali parlare qui, linkando ad altri. Ora grazie a friendfeed il problema si è quasi risolto, sperando che non vada a distruggere il tempo per i contenuti più originali. la prima bozza è già pronta, la pubblico subito dopo questo post :)
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Tags: blogosfera, friendfeed, social
30 settembre 2009 - 20:33 di Peppe
Qui ci sono una serie di indicazioni, regole o come le volete chiamare, per una civile convivenza in rete e su facebook in particolare. Potete anche dire che fanno schifo e non le rispetterete mai, ma comunicatemelo e mi comporterò di conseguenza.
- Se sei in disaccordo con almeno una delle seguenti regole, straccia il tuo contratto Internet e torna a guardare la TV.
- Niente CapsLock (blocco maiuscole per i profani). MAI.
- Non pubblicate link a raffica solo perché potete pensare la stessa cosa, non pubblicate link idioti (”se non condividi Chuck Norris ti picchia”, “se non condividi non le vuoi bene”, “per tutti quelli che…” e simili), è un abuso della funzione “share”, pensata per condividere informazioni, video, eccetera, ma NON SENTIMENTI, usate gli aggiornamenti di stato, per quelli.
- Lo ripeto: 3 link pubblicati al giorno sono una quantità ottimale, se avete qualcosa da condividere. Se dovete condividere un vostro pensiero USATE GLI AGGIORNAMENTI DI STATO o le note. So che è faticoso esprimersi usando la tastiera, ma non è un buon motivo per riciclare i sentimenti altrui, e anche altrui stesso dovrebbe evitare di rendersi copiabile con due clic.
- Riguardo i link a gruppi comici e simili, moderazione per favore. Uno è simpatico, se lo diluite con altri meno divertenti sortirà meno effetto, operate una selezione. Aggiungo: se non avete nulla da scrivere nel campo “che cosa stai pensando?” molto probabilmente potete anche evitare di pubblicare il post.
- Un social network ha senso solo se c’è interazione fra gli utenti. Se usate solo il vostro profilo potete benissimo scrivervi il vostro diario segreto e tenerlo nel cassetto dove nessuno lo vedrà. Interagite con gli altri utenti attraverso la bacheca e i commenti.
- Come al punto cinque, se gli altri utenti non interagiscono con la vostra bacheca c’è un problema: o avete pochi friends, o se ne fregano, o come è probabile sulla vostra wall c’è molto poco di interessante. A riguardo esiste anche un’altra possibilità: che vi abbiano nascosti dal newsfeed in homepage, infatti se siete troppo spammosi (vedi punti 2, 3 e 4) bastano due click e l’utente non vi vedrà più sulla sua home.
- Evitate la chat, se non è necessaria una risposta in tempo reale. La
bacheca e i messaggi privati sono più utili in quanto permettono
risposte più ponderate.
- Non usate abbreviazioni da sms, sul web non esistono limiti di spazio
che vi possono influenzare, se non avete tempo di scrivere potete
benissimo risparmiarvi di perderne su un social network (ps: la lettera “K” è il MALE).
Hanno collaborato Valerio e Gianmarco e Nicola, nell’ordine.
Dalla discussione durante la composizione è emerso che in molti probabilmente ignoreranno tali basilari regole di civile convivenza, ma riportando il pensiero preponderante: questi sono suggerimenti, astuzie per vivere più tranquillamente, non farsi odiare dalla gente e, cosa fondamentale, ottenere risposte e commenti ai propri post. La selezione naturale eliminerà attraverso gli hide in homepage chi dimostrerà di non seguirle, privando non solo della soddisfazione di ricevere commenti, ma anche della visibilità tali spammatori selvaggi.
È a vostra disposizione anche una comoda versione pdf da stampare e tenere sempre accanto allo schermo.
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Tags: facebook, netiquette
29 settembre 2009 - 16:00 di Peppe
Beh, ridicolo scrivere apertamente di essere spammoso, infatti non lo sono. Cercavo un modo rapido per creare un file csv con gli indirizzi email trovati in un blocco di testo informe e ho scritto questo pezzo di codice.
Leggere i commenti per capire come funziona.
-
<?php
-
header("Content-Type: text/plain");
-
//il file manda output in text/plain, non ha senso usare html…
-
$origine=file_get_contents("email.txt");
-
//email.txt è il file, nella stessa directory dello script, che
-
//contiene la massa informe di testo da cui estrarre gli indirizzi.
-
$regexp="/[A-Z0-9._%-]+@[A-Z0-9.-]+\.[A-Z]{2,4}/i";
-
//l'espressione regolare di un indirizzo email…
-
$end="";
-
preg_match_all($regexp, $origine, $indirizzi);
-
//troviamo gli indirizzi.
-
-
$unique=array_unique($indirizzi[0]);
-
//eliminiamo i doppioni
-
sort($unique);
-
-
echo count($unique)."\n";
-
//stampiamo il numero di indirizzi trovati…
-
-
while(list(, $indirizzo)=each($unique)){
-
$end .= strtolower($indirizzo) . "\n";
-
}; //la variabile $end contiene tutti gli indirizzi, uno per riga.
-
-
if(file_put_contents("contatti.csv", $end)) {
-
echo "OK, done. look at \"contatti.csv\""; };
-
//scrive $end nel file contatti.csv, che troverai
-
//nella stessa dir dello script
-
?>
Dopo avere eseguito questo script (su sistemi unix basterà scrivere “php nomefile” in terminale, dopo aver commentato la prima riga “header…”) troverai nella sua directory il file contatti.csv che contiene tutti gli indirizzi uno per riga.
Aggiungo: ovviamente la directory deve essere scrivibile dall’utente che esegue lo script da terminale, o da tutti se viene usato via apache.
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Tags: catena, csv, email, organizzare, php, sant'antonio, spam
29 settembre 2009 - 10:43 di Peppe
Si, volevo semplicemente scrivere un post, ne avevo voglia.
Volevo ristabilire le mie priorità sulla pubblicazione dei miei contenuti: i miei contenuti vanno qui. Facebook sta cannibalizzando il mio blog, le mie opinioni finiscono li in decine e decine di commenti sfusi. Testo disarticolato, molto poco elaborato :P. Va trovata una soluzione a riguardo, magari dovrei tirare le somme alla fine dei thread più attivi, non consentire nemmeno a twitter di monopolizzare i miei pensieri istantanei: spesso 140 caratteri sono molto curati, ed è un male che tali pensieri/scritti scorrano nel dimenticatoio (non tanto altrui, ma poi dimentico anche io) senza essere archiviate qui.
Volevo evidenziare un fatto un poco strano, mi sto buttando su friendfeed, sto curando più twitter, nel senso che non lo uso più come me2many come quando fino a tre mesi fa non seguivo quasi nessuno, ora è diventato many2many.
Boh, che aggiungere? salvo come bozza e poi si vede :p <–puro stream :D
Continuo a scrivere, in questo periodo sto considerando meno twitter, la cosa è ciclica, ci sono periodi in cui posto molto e periodi in cui lo quasi abbandono. Sto anche usando molto la funzione hide su facebook e mi sto trovando meglio.
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