24 novembre 2009 - 18:35 di Peppe
Dopo aver pubblicato questo post non posso fare a meno di pensare che vergogne alcamesi sia più o meno morto o comunque con poco seguito (ma soprattutto con poche idee), anche se è azzardato pensarlo dopo nemmeno 24 ore dalla sua pubblicazione: il post fazioso e aggressivo avrebbe dovuto creare una reazione, una qualsiasi reazione. Cosa che non ha (ancora) fatto, ma come già detto non ha ancora attraversato nemmeno una volta la fascia oraria serale.
La riflessione sul futuro di vergogne è lunga e non limitata al seguito di quel post: gli autori vanno mancando, sono sempre meno, scrivono sempre meno, hanno sempre meno spunti e ispirazioni: forse perché uno è fuori e l’altro non esce quasi mai di casa e nemmeno segue le ampiamente odiate tv locali? Il problema potrebbe essere risolto con nuovi autori, anche momentanei (ti assicuto quando voglio se vedo che scrivi idiozie, nda)(alcamesi fatevi sotto, nda).
Vergogne nasceva come blog di cazzeggio, come si vede dai primi post, poi facebook ne fece un blog con più di 600 fans e il cazzeggio finì, ma la cosa bruttissima di facebook è che non ti segue nessuno, nessuno segue te o quello che scrivi: sono pochi, dire nessuno è un’esagerazione.
Questo forse succede perché in italia manca una cultura del feed rss: ma questa è un’altra storia.
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Tags: facebook, vergogne alcamesi
21 novembre 2009 - 15:13 di Peppe
«Scrivi sulla sua bacheca»
E va bene, lo so, fai anche bene a ricordarmelo, nel caso io lo dimentichi di importunare qualcuno dei miei contatti per un po’ di tempo (e nel contemporaneo caso egli non importuni me per la q di tempo che hai deciso).
Ma chiedermi di riportare a visitare te, o sommo social network dal nome e cognome obbligatorio, grazie a notifiche che il mio friend riceverà dopo la mia azione, mi sembra un po’ esagerato. È pur vero che senza questa tua salvifica operazione io potrei dimenticarmi di alcune persone, ma tu, o essere immondo che hai riversato in rete orde di barbari senza divinità, che credono a qualsiasi pollaggine gli si propini, tu, proprio tu, mi stai chiedendo di stuzzicare uno di questi che di te si è stancato, A TORNARE ONLINE?? Tu non ti rendi conto della gravità delle tue azioni, in un ottica di ecologia della rete.
(onde evitare che qualcuno pensi male di me: ho messo fb in italiano giusto il tempo di copiare quella frase)
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Tags: facebook
6 novembre 2009 - 10:22 di Peppe
Era da un paio di giorni che volevo scrivere questo post, e me ne ero anche lamentato. Datosi che in blogosfera si ripetono spesso le stesse cose, vi segnalo un po’ di opinioni condivisibili: Sui crocifissi condivido l’opinione di un prete, Il crocefisso e i ruffiani, Crocifissi e stoccafissi.
Il mio contributo è questa storiella qui:
Giufà e il chiodo:
Giufà era sempre al verde e, disperato, decise di vendere la sua casa.
Trovato l’acquirente, pose solo una condizione per la vendita: – La casa diverrà tua, ma questo chiodo piantato nel muro deve restare per sempre mio – disse.
Il compratore accettò la condizione senza riserve e l’affare fu fatto.
Dopo qualche settimana, Giufà bussò alla porta del nuovo proprietario ed entrò in casa, si diresse verso il chiodo e vi appese un sacco.
Dopo qualche giorno ritornò, si riprese il sacco e appese al chiodo un vecchio abito.
Col tempo le visite di Giufà cominciarono a farsi giornaliere e, spesso, anche per più volte al giorno e sempre prendeva ciò che era appeso e metteva una nuova cosa.
Le visite continuarono ininterrotte in qualsiasi ora del giorno
Un giorno Giufà spuntò con lo sterco di un asino e, sotto gli occhi sbalorditi degli inquilini, appese al chiodo quell’ammasso puzzolente.
Il proprietario, spazientito, urlò: – Non ti lascio ammorbare la mia casa, porta via questo schifo!
Giufà, con la sua solita calma, disse: – Vedi, io ti ho venduto la casa, ma il chiodo resta mio. Ho tutto il diritto di appendervi quello che voglio e se tu non sopporti non so cosa farci! Puoi scegliere di andartene, ma non chiedermi nemmeno un soldo indietro..
Il proprietario non riuscì a sopportare le incursioni di Giufà e se ne andò via lasciando la casa a Giufà.
Giufà si prese la casa e non restituì nemmeno un soldo. [tradizione popolare]
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Tags: chiesa cattolica, corte europea, crocifisso, diritti umani, laicità
7 ottobre 2009 - 15:26 di Peppe

UPDATE: Magari questo c’entra qualcosa.
Questo diceva la Repubblica ieri (e probabilmente anche altri, ma l’esempio è bastevole). Ora, giusto come scrive Paolo Attivissimo, sarebbe una cosa molto malvagia fare scrivere di un qualsiasi argomento solo a qualcuno che lo conosce?
Tralasciamo, tanto ormai dovremmo arrenderci (MAI!) sul fatto che si usi il termine hacker invece del più appropriato cracker, ma dire “Gmail è stata attaccata” quando ad essere stati colpiti sono dei POLLI che hanno inserito le loro credenziali in form su siti diversi da google, mi pare quantomeno un’imprecisione, una grossa esagerazione: ridicolo far passare una serie di disattenzioni degli utenti, non sappiamo quanto estesa nel tempo, per una vulnerabilità del servizio.
Infatti, se ho letto bene il post di Mashable, si tratta semplicemente di phishing, ossia nulla che abbia a che fare con la sicurezza del servizio, solo con la stupidaggine degli utenti:
In ambito informatico il phishing (”spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc. Continua »
In giro c’era anche chi dava ragione al terrorismo giornalistico fatto dai media a riguardo, questo atteggiamento è da vedere come quello di un genitore che dice una bugia a fin di bene, ma abbiamo visto che anche questo non è positivo (curioso il fatto che La Repubblica dica entrambe le cose, no?
)
aggiungo: qui ne parla la bbc.
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Tags: cracker, giornalismo, gmail, hacker, la repubblica, phishing